{"id":867,"date":"2018-06-21T13:32:55","date_gmt":"2018-06-21T13:32:55","guid":{"rendered":"https:\/\/eumoschool.eu\/?page_id=867"},"modified":"2018-08-27T06:34:10","modified_gmt":"2018-08-27T06:34:10","slug":"faq","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/eumoschool.eu\/it\/guidelines\/faq\/","title":{"rendered":"Domande frequenti"},"content":{"rendered":"[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;3.6&#8243; background_color=&#8221;#7db6d2&#8243; next_background_color=&#8221;#ffffff&#8221; global_module=&#8221;654&#8243;][et_pb_fullwidth_post_title global_parent=&#8221;654&#8243; meta=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;off&#8221; text_color=&#8221;light&#8221; _builder_version=&#8221;3.6&#8243; title_font_size=&#8221;45px&#8221; title_font_size_tablet=&#8221;30px&#8221; title_font_size_phone=&#8221;25&#8243; title_font_size_last_edited=&#8221;on|tablet&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; custom_margin=&#8221;0px|||&#8221; custom_padding=&#8221;20px||20px|&#8221; animation_style=&#8221;fade&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; background_size=&#8221;initial&#8221;]\n<p>&nbsp;<\/p>\n[\/et_pb_fullwidth_post_title][et_pb_fullwidth_menu global_parent=&#8221;654&#8243; menu_id=&#8221;10&#8243; submenu_direction=&#8221;downwards&#8221; fullwidth_menu=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;3.6&#8243; background_color=&#8221;#2e6783&#8243; text_orientation=&#8221;center&#8221; background_layout=&#8221;dark&#8221;]\n<p>&nbsp;<\/p>\n[\/et_pb_fullwidth_menu][\/et_pb_section][et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.0.47&#8243; prev_background_color=&#8221;#7db6d2&#8243; next_background_color=&#8221;#7db6d2&#8243;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.0.48&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.6&#8243;]\n<blockquote><p><em>Questa sezione raccoglie tutte le risposte alle domande poste dagli insegnanti prima dell\u2019implementazione delle tecniche della Didattica delle Emozioni.<\/em><\/p><\/blockquote>\n[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.6&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_toggle title=&#8221;Come inserire le tecniche della Didattica delle Emozioni nei programmi scolastici?&#8221; _builder_version=&#8221;3.6&#8243; title_level=&#8221;h1&#8243; open_toggle_text_color=&#8221;#7db5d1&#8243; open_toggle_background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#7db5d1&#8243; closed_toggle_background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; border_color_all=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; title_text_color=&#8221;#000000&#8243; title_font_size=&#8221;45px&#8221; border_color_bottom=&#8221;#7db5d1&#8243; border_width_bottom=&#8221;3px&#8221; icon_color=&#8221;#7db5d1&#8243;]\n<p>\u00c8 importante che la Didattica delle Emozioni sia inserita nella routine scolastica. Alcune scuole integrano gi\u00e0 l\u2019educazione emotiva nei programmi con lezioni dedicate, tuttavia la maggior parte degli istituti non pu\u00f2 permettersi questo lusso.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, gli insegnanti dovrebbero tenere conto delle seguenti opzioni a loro disposizione:<\/p>\n<ul>\n<li>Dedicare del tempo all\u2019educazione emotiva <strong>prima delle lezioni<\/strong>: \u00e8 possibile avviare una breve discussione o implementare le tecniche della Didattica delle Emozioni prima dell\u2019inizio delle lezioni. Basta che l\u2019insegnante chieda agli allievi di arrivare con 15 minuti di anticipo. Questo provvedimento pu\u00f2 funzionare con gli allievi pi\u00f9 piccoli (fino ai 10 anni), perch\u00e9 basta concordare il nuovo orario con i genitori che accompagnano i figli a scuola. Tale accorgimento ha funzionato in molti casi; consente di iniziare la mattina con pi\u00f9 carica.<\/li>\n<li>\u00c8 possibile implementare le tecniche della didattica delle emozioni fra <strong>una lezione e l\u2019altra<\/strong> o nel corso dell\u2019intervallo, anche se solo occasionalmente. Le pause sono importanti per i bambini, per questo consigliamo di utilizzarle solo nel caso in cui insorgano dei problemi. Gli allievi sono pi\u00f9 inclini a privarsi del loro tempo libero se gli insegnanti sono pronti a raggiungere dei compromessi.<\/li>\n<li>Dedicare del tempo all\u2019educazione emotiva <strong>al termine delle lezioni<\/strong>: se l\u2019orario scolastico \u00e8 particolarmente pesante, suggeriamo agli insegnanti di implementare le tecniche della Didattica delle Emozioni al termine delle lezioni. \u00c8 importante trovare degli orari che vadano bene a tutti gli allievi. Nel caso in cui non sia possibile trovare un accordo, sconsigliamo di svolgere queste attivit\u00e0 solo con un piccolo gruppo di allievi, dal momento che si potrebbero creare delle spaccature all\u2019interno del gruppo. Tuttavia, una soluzione potrebbe essere quella di offrire un corso extra-curriculare di Didattica delle Emozioni che coinvolga un gruppo pi\u00f9 ampio, con allievi di classi diverse, per permettere loro di lavorare sulla loro intelligenza emotiva.<\/li>\n<li>Nel corso delle lezioni dell\u2019insegnante-coordinatore di classe: nella maggior parte delle scuole gli insegnanti-coordinatori hanno a disposizione delle ore da dedicare alle dinamiche di classe. Potrebbe essere opportuno servirsi in questa sede delle tecniche della Didattica delle Emozioni, l\u2019insegnante-coordinatore vedr\u00e0 crescere il senso di comunit\u00e0 permettendo ai propri alunni parlare delle loro emozioni<\/li>\n<li><strong>Gite di classe:<\/strong> \u00e8 possibile dedicarsi alla Didattica delle Emozioni nel corso di gite ed escursioni. Questa aiuter\u00e0 gli allievi ad avvicinarsi gli uni agli altri e a costruire un miglior rapporto con l\u2019insegnante \u2013 senza tener conto delle potenziali ricadute sull\u2019intelligenza emotiva. Ad esempio, una versione modificata dell\u2019appello delle emozioni pu\u00f2 essere utilizzata per ingannare l\u2019attesa di un bus e parlare delle emozioni provate all\u2019inizio e al termine della gita.<\/li>\n<li><strong>Nel corso delle lezioni<\/strong>: nella maggior parte dei casi, \u00e8 pi\u00f9 semplice rivolgersi agli allievi nel corso delle lezioni. Sebbene sembri difficile incorporare le tecniche della Didattica delle Emozioni, queste \u2013 in realt\u00e0 \u2013 riservano numerosi vantaggi: se gli allievi sono poco motivati, anche il loro rendimento ne risentir\u00e0. Gli insegnanti che si sono serviti della Didattica delle Emozioni, dedicando anche solo 10 minuti del loro tempo a un\u2019attivit\u00e0, hanno aiutato i loro allievi a concentrarsi e hanno riscontrato degli importanti miglioramenti. \u00c8 possibile, inoltre, implementare le tecniche della Didattica delle Emozioni nel corso delle lezioni adattandole in base al tema trattato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Di seguito, presentiamo una serie di spunti:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Biologia:<\/strong> \u00e8 possibile inserire l\u2019attivit\u00e0 <em>Corpo ed emozioni<\/em> (tecnica n\u00b010) nel corso di una lezione sul corpo umano. Gli allievi potrebbero creare dei videoclip sul tema del corpo e delle emozioni (tecnica n\u00b09), oppure utilizzare <em>La scatola<\/em> o <em>l\u2019appello delle emozioni<\/em> (aggiungendo la domanda \u201cin quale parte del corpo avverti questa emozione?\u201d). Gli insegnanti di scienze potrebbero anche pensare di approfondire il tema della biologia delle emozioni con la classe.<\/li>\n<li><strong>Letteratura:<\/strong> le emozioni sono una parte fondamentale della letteratura. Quando si crea una lezione di questo tipo (su Romeo e Giulietta, ad esempio, come avvenuto nel corso della fase di sperimentazione) si possono inserire le attivit\u00e0 della Didattica delle Emozioni, come <em>il Gioco delle associazioni e<\/em> il <em>Collage delle emozioni<\/em> (tecnica n\u00b04 e 5). Gli insegnanti possono servirsi di pupazzi e marionette per interpretare parti del testo che stanno leggendo, ricostruendo la trama e cercando di porre in evidenza i sentimenti provati dai personaggi. \u00c8 importante, inoltre, riflettere sui sentimenti che la storia ha suscitato negli allievi, a questo scopo suggeriamo di utilizzare il <em>sacchetto delle emozioni<\/em>, <em>l\u2019appello delle emozioni<\/em> o <em>il cartellino delle emozioni<\/em>.<\/li>\n<li><strong>Storia:<\/strong> come la letteratura, anche la storia ha una componente narrativa, in cui le emozioni hanno un posto importante. Concentrarsi sulle emozioni, attraverso \u2013 ad esempio \u2013 la creazione di brevi video, aiuter\u00e0 gli allievi a riflettere sui loro sentimenti.<\/li>\n<li><strong>Chimica<\/strong>: anche se il collegamento potrebbe apparire improbabile, le emozioni hanno una componente biochimica: per questo \u00e8 possibile parlare di emozioni nel corso di una lezione di chimica. In alternativa, \u00e8 possibile fare un parallelismo fra legami molecolari e legami umani.<\/li>\n<li><strong>Lingue straniere<\/strong>: \u00e8 semplicissimo integrare le tecniche della Didattica delle Emozioni nel corso delle lezioni di lingua! Gli allievi arricchiranno il loro vocabolario riflettendo sui propri sentimenti e sulle loro storie personali.<\/li>\n<li><strong>Educazione fisica:<\/strong> nel corso di una lezione di educazione fisica si possono svolgere tutte le attivit\u00e0 che prevedono l\u2019uso del movimento (ad esempio, Il <em>treno delle emozioni<\/em>).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come dimostra l\u2019elenco qui sopra, le emozioni sono profondamente connesse a tutte le aree delle nostre vite, quindi \u2013 con un po\u2019 di creativit\u00e0 \u2013 \u00e8 possibile connettere alla Didattica delle Emozioni ad altri temi ed argomenti. Perci\u00f2, buttati!<\/p>\n[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle title=&#8221;Come facilitare le discussioni sulle emozioni? Su quali aspetti bisogna concentrarsi?&#8221; _builder_version=&#8221;3.6&#8243; title_level=&#8221;h1&#8243; open_toggle_text_color=&#8221;#7db5d1&#8243; open_toggle_background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#7db5d1&#8243; closed_toggle_background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; border_color_all=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; title_text_color=&#8221;#000000&#8243; title_font_size=&#8221;45px&#8221; border_color_bottom=&#8221;#7db5d1&#8243; border_width_bottom=&#8221;3px&#8221; icon_color=&#8221;#7db5d1&#8243;]\n<p>La comunicazione \u00e8 fondamentale, specie quando si parla di emozioni e sentimenti. Essere capaci di instillare nei bambini la fiducia necessaria ad aprirsi \u00e8 essenziale. Secondo Carl R. Rogers, noto psicologo clinico, \u00a0compito degli educatori creare un\u2019atmosfera in cui gli studenti si sentano liberi di esprimersi, senza aver paura del giudizio altrui o di essere attaccati. L\u2019atmosfera giusta \u00e8 essenziale per una corretta educazione emotiva.<\/p>\n<p><strong>Il modello della comunicazione non-violenta di Marshall Rosenberg<\/strong><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a> pu\u00f2 tornarci utile per riflettere sul nostro modo di comunicare. Rosenberg ha descritto due diverse modalit\u00e0 di comunicazione: il linguaggio sciacallo e il linguaggio giraffa. Gli sciacalli guardano a qualunque interazione sociale attraverso le lenti del potere, pertanto comunicano in due modi: se il loro interlocutore \u00e8 pi\u00f9 debole, lo attaccano; se, invece, il loro interlocutore \u00e8 pi\u00f9 forte, desistono rapidamente. Al contrario, le giraffe sono grandi e gentili \u2013 anche se potrebbero distruggere il loro \u201cnemico\u201d sferrandogli un solo calcio, non lo fanno mai. Esistono, dunque, due diversi modi di comunicare: uno violento e uno non violento.<\/p>\n<p>Sebbene sia del tutto naturale e, a volte, persino appropriato comunicare servendosi del linguaggio sciacallo, quando ci sono di mezzo le emozioni, \u00e8 bene ispirarsi alle giraffe. Per questo, \u00e8 necessario seguire le seguenti indicazioni:<\/p>\n<ol>\n<li><em>Osservazione<\/em> \u2013 non interpretare, osserva i comportamenti altrui (sii preciso\/a!) (Hai riso, quando ti ho chiesto di andare fuori).<\/li>\n<li><em>Sentimenti<\/em> \u2013 parla delle sensazioni che provi (\u201cMi hai fatto sentire solo\/a e inutile\u201d)<\/li>\n<li><em>Bisogni <\/em>\u2013 parla dei tuoi bisogni (\u201cVorrei che mi prendessi sul serio\u201d)<\/li>\n<li><em>Domande<\/em> \u2013 Chiedi ci\u00f2 di cui hai bisogno (\u201cLa prossima volta che propongo qualcosa, ascoltami, cos\u00ec possiamo riflettere insieme\u201d).<\/li>\n<\/ol>\n<p>A questo proposito suggeriamo di seguire il metodo elaborato da <strong>Thomas Gordon<\/strong><a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a>. Questo si basa su presupposti simili a quello di Rosenberg: bisogna prestare attenzione ai propri sentimenti per comunicare in maniera efficace. Per questa ragione, bisogna rimuovere le barriere che ostacolano la comunicazione ed impediscono alle persone di condividere le loro emozioni, e utilizzare le tecniche di ascolto attivo.<\/p>\n<p>Di seguito, presentiamo alcuni ostacoli alla comunicazione:<\/p>\n<ul>\n<li><em>Ordinare<\/em>: quando dai degli ordini a qualcuno, eserciti su di lui\/lei il tuo potere. Ci\u00f2 potrebbe spingere il tuo interlocutore a litigare con te.<\/li>\n<li><em>Minacciare<\/em>: Chi si sente sotto attacco si richiude in s\u00e9 stesso. Potr\u00e0 cambiare il suo comportamento, ma a lungo andare questa strategia influir\u00e0 negativamente sui tuoi rapporti interpersonali.<\/li>\n<li><em>Fare la predica<\/em>: se fai la predica al tuo interlocutore mentre parla dei propri sentimenti, questi potrebbe sentirsi umiliato.<\/li>\n<li><em>Consigliare<\/em>: se dai dei consigli a delle persone che si trovano ad affrontare dei problemi molto gravi, potresti ottenere lo stesso effetto sortito da un ammonimento. Il tuo interlocutore potrebbe sentirsi uno stupido per non essere riuscito a trovare la soluzione giusta.<\/li>\n<li><em>Offrire il proprio punto di vista<\/em>: se qualcuno ti parla dei suoi sentimenti, e \u2013 per tutta risposta \u2013 gli\/le cominci a raccontare di un episodio che \u00e8 capitato a te, dimostri di non essere davvero interessato a lui\/lei, perch\u00e9 preferisci attirare l\u2019attenzione su di te.<\/li>\n<li><em>Argomentare<\/em>: le argomentazioni logiche sortiscono degli effetti simili ai consigli in queste situazioni. Una persona sopraffatta dalle proprie emozioni non \u00e8 capace di ascoltare la voce della ragione. Questo atteggiamento non \u00e8, dunque, affatto produttivo.<\/li>\n<li><em>Incoraggiare<\/em>: l\u2019incoraggiamento pu\u00f2 essere utile in certe situazioni. Se qualcuno, per\u00f2, ti confessa di essere triste e tu gli\/le rispondi con un \u201cSu col morale\u201d, potrebbe non sentirsi autorizzato a provare quelle sensazioni.<\/li>\n<li><em>Criticare<\/em>: \u201cForse, hai commesso degli errori\u201d \u2013 criticare il nostro interlocutore in questo modo, potrebbe spingerlo sulla difensiva.<\/li>\n<li><em>Scherzare<\/em>: se ti prendi gioco delle emozioni di qualcuno, potresti ferirlo e spingerlo a chiudersi in s\u00e9 stesso.<\/li>\n<li><em>Etichettare:<\/em> etichettando il tuo interlocutore, ne sminuisci il valore. Potrebbe rifiutarsi di condividere con te le sue emozioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se evitare le barriere presentate qui sopra \u00e8 importante, lo \u00e8 ancor di pi\u00f9 dimostrare di essere interessati e pronti ad ascoltare le parole del nostro interlocutore.<\/p>\n<p>Di seguito, presentiamo una serie di suggerimenti che ti aiuteranno a migliorare la tua capacit\u00e0 di ascolto attivo:<\/p>\n<ul>\n<li><em>Rispecchiamento<\/em> (\u201cHo visto che eri a disagio per non essere riuscito a finire in tempo\u201d): Quando ti servi delle tecniche di rispecchiamento, non devi far altro che descrivere a parole l\u2019atteggiamento del tuo interlocutore. Non devi dare una tua interpretazione, ma limitarti a fare delle osservazioni. Non importa che le tue osservazioni siano esatte, perch\u00e9 possono essere corrette in qualunque momento.<\/li>\n<li><em>Domande a risposta aperta<\/em> (\u201cChe cosa ne pensi del cambiamento di programma?\u201d): Se desideri saperne di pi\u00f9 su un argomento, devi imparare a formulare domande che prevedano una risposta aperta e che consentano agli altri di condividere i loro sentimenti. Non dare mai al tuo interlocutore la possibilit\u00e0 di rispondere con un s\u00ec o con un no.<\/li>\n<li><em>Parafrasi <\/em>(\u201cQuindi, stai dicendo di esserti annoiato nel corso del gioco.\u201d): parafrasare i commenti altrui ti aiuta a capirli fino in fondo, e a dare agli altri la possibilit\u00e0 di descrivere in maniera dettagliata i loro sentimenti.<\/li>\n<li><em>Auto-riflessione<\/em> (\u201cAnch\u2019io mi arrabbio, quando non mi ascoltano\u201d): ricorda che condividere in maniera discreta i tuoi sentimenti, facilita la discussione. \u00c8 importante che tu cerchi di non attirare troppo l\u2019attenzione su di te (raccontando un intero episodio), ma devi mostrare di essere vicino\/a al tuo interlocutore.<\/li>\n<li><em>Riassumere<\/em>: Riassumere ci\u00f2 che \u00e8 stato detto nel corso della conversazione aiuta le persone a comprendere ci\u00f2 che \u00e8 accaduto e ad ottenere maggiori informazioni.<\/li>\n<li><em>Informare<\/em>: A volte puoi aiutare il tuo interlocutore fornendo maggiori informazioni su un argomento complesso. In questo modo, troverai una rapida soluzione ai problemi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quando si lavora con gruppi di studenti, \u00e8 bene stabilire alcune regole di base. Potrebbe non essere semplice all\u2019inizio, soprattutto per chi non \u00e8 abituato a comunicare in questo modo. Il nostro ruolo di educatori ci costringe ad assumerci questa responsabilit\u00e0. Si tratta di una sfida: il nostro obiettivo \u00e8 di gestire le risposte emotive degli allievi ed essere consci dell\u2019eventualit\u00e0 di dover essere chiamati a facilitare la discussione nel corso e durante le attivit\u00e0. Gli studenti devono imparare a vivere le loro emozioni, senza ferire nessuno.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Rosenberg, Marshall (1995). Words Are Windows Or They&#8217;re Walls. &#8211; Nonviolent Communication: Varighed 145 Min. Create Your Life &#8211; Productions<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Gordon, Thomas \u2013 Burch, Noel (1974). Teacher Effectiveness Training, P. H. Wyden<\/p>\n[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle title=&#8221;Cosa fare quando insorgono delle difficolt\u00e0?&#8221; _builder_version=&#8221;3.6&#8243; title_level=&#8221;h1&#8243; open_toggle_text_color=&#8221;#7db5d1&#8243; open_toggle_background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#7db5d1&#8243; closed_toggle_background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; border_color_all=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; title_text_color=&#8221;#000000&#8243; title_font_size=&#8221;45px&#8221; border_color_bottom=&#8221;#7db5d1&#8243; border_width_bottom=&#8221;3px&#8221; icon_color=&#8221;#7db5d1&#8243;]\n<p>Molti insegnanti non vogliono che gli allievi parlino delle loro emozioni, per paura che queste inneschino delle dinamiche che sarebbero incapaci di gestire. Gli insegnanti spesso si sentono impotenti di fronte a bambini che piangono mentre condividono le loro difficili storie personali. \u00c8 del tutto normale. \u00c8 importante riconoscere i propri limiti \u2013 per alcuni di noi, \u00e8 semplice mediare in situazioni di conflitto, per altri no.<\/p>\n<p>Quando si parla di emozioni, pu\u00f2 capitare di riportare a galla situazioni difficili. Non succede per\u00f2 cos\u00ec spesso. Nella maggior parte dei casi sono gli allievi a decidere cosa condividere con gli altri o con l\u2019insegnante. Quando parlano di situazioni gravi e complesse, lo fanno perch\u00e9 hanno bisogno di aiuto. Rispondere con il voto di 1 all\u2019appello delle emozioni o scrivere dei messaggi su dei problemi pressanti ed imbucarli nella cassetta della posta, costituiscono delle richieste di aiuto.<\/p>\n<p>Se succede, \u00e8 fondamentale <strong>non lasciarsi prendere da panico. <\/strong>Basta servirsi delle tecniche di ascolto attivo menzionate poco prima: stare in silenzio ed ascoltare, utilizzare le tecniche di rispecchiamento e di osservazione, ecc. Se i tuoi allievi vogliono parlarti di qualcosa che li mette a disagio, \u00e8 essenziale che tu dedichi loro tutta la tua attenzione. Questo piccolo gesto aumenta il loro senso di sicurezza e li aiuta a confrontarsi con le loro emozioni, a rientrare in contatto con loro stessi e ad avvicinarsi gli uni agli altri (non dimenticare le barriere della comunicazione! Dare dei consigli o condividere la propria esperienza personale pu\u00f2 essere deleterio in alcuni casi).<\/p>\n<p>Se la situazione o il problema che ti viene presentato \u00e8 particolarmente complesso, o noti che uno dei tuoi allievi \u00e8 stato maltrattato, ha subito degli abusi, \u00e8 depresso o soffre di gravi disturbi mentali, <strong>rivolgiti a un esperto<\/strong>. La maggior parte delle scuole si avvalgono di psicologi. In alternativa contatta dei centri specializzati. Se noti dei segni di violenza (lividi da percosse) o di maltrattamenti (malnutrizione, cattiva igiene personale), informa immediatamente il preside e concordate insieme i provvedimenti da intraprendere.<\/p>\n<p>Se non sai cosa fare, rivolgiti a dei centri di supporto e tutela dei minori nel tuo Paese. Il numero europeo \u00e8 il 116-111, ti consigliamo, in ogni caso, di verificare quello attivo sul tuo territorio nazionale. Ti diranno loro cosa fare e a chi rivolgerti.<\/p>\n[\/et_pb_toggle][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section][et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; specialty=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;3.6&#8243; background_color=&#8221;#7db6d2&#8243; prev_background_color=&#8221;#ffffff&#8221; global_module=&#8221;888&#8243;][et_pb_fullwidth_menu global_parent=&#8221;888&#8243; _builder_version=&#8221;3.6&#8243; menu_id=&#8221;10&#8243; submenu_direction=&#8221;downwards&#8221; fullwidth_menu=&#8221;on&#8221; background_color=&#8221;#7db6d2&#8243; background_layout=&#8221;dark&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; \/][\/et_pb_section]","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Questa sezione raccoglie tutte le risposte alle domande poste dagli insegnanti prima dell\u2019implementazione delle tecniche della Didattica delle Emozioni. \u00c8 importante che la Didattica delle Emozioni sia inserita nella routine scolastica. 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